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QUANTE SCARPE SERVONO PER PREPARARE UNA MARATONA: IL MIO PUNTO DI VISTA!

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Diamo il benvenuto al periodo invernale: la stagione delle maratone, delle corse lunghe, dei cross e perché no di qualche corsa in montagna. Inutile ribadire che la SCARPA rivesta un ruolo centrale qualsiasi sia la corsa che si vuole affrontare e il terreno che troveremo di fronte. E’ doverosa una premessa: tutti da molto tempo parlano e riparlano delle famose piastre in fibra di carbonio che stanno caratterizzando le nuove calzature da corsa soprattutto quelle da gara; indubbiamente, come in tutti i settori, anche quello delle calzature sportive si è evoluto e ci sono scarpe veramente performanti. Non ci resta che adeguarsi al cambiamento per non rimanere indietro!!!!!

Parlando di maratona, secondo me, 3 sono le scarpe che potrebbero servire per gestire la preparazione e i diversi tipi di allenamenti. Generalmente, la costruzione di una maratona prevede corse lunghe lente, corse medie e lavori di ripetute a ritmo gara (maratona). La prima scarpa da avere è, quindi, una scarpa da allenamento; la classica scarpa ammortizzata, protettiva da utilizzare per le corse lunghe dove l’importante non è il ritmo ma il vero e proprio recupero da lavori fatti nei giorni precedenti. Tra le scarpe definite “pesanti” poi possiamo avere quelle un po’ più ammortizzate e quelle leggermente più “dinamiche”; chiaro è che la scelta dovrà ricadere sull’una piuttosto che sull’altra in base anche alle nostre caratteristiche fisiche. Personalmente, essendo abbastanza leggera, scelgo la scarpa “da allenamento” non in base alla reattività della stessa ma in base alla sensazione che ho di percepire “il piede a terra lavorare” (detto proprio in un linguaggio parlato). Ultimamente, questa sensazione è difficile da trovare visto che le aziende stanno aumentando sempre di più il volume delle intersuole; è quindi opportuno adattarsi e cercare di passare piano piano a scarpe diverse. Per affrontare la preparazione della mia ultima maratona (VALENCIA 3.12.2023) ho utilizzato due modelli di scarpe da allenamento (perché il primo paio mi è stato rubato!!) la RIDE 16 di SAUCONY e la TRIUMPH 20 sempre di SAUCONY. La RIDE 16 è stata la scarpa migliore con cui ho corso nel 2022/2023; una scarpa reattiva e non troppo morbida che, con un drop di 8 mm e il suo effetto speed-roll mi agevolava la rullata e rendeva la corsa molto dinamica. La tomaia fasciava benissimo il piede e la sensazione di ricerca del “piede a terra” era fantastica. Con grande curiosità ho poi provato la TRIUMPH 20 , della quale tutti hanno fatto ottime recensioni, e con sorpresa ho scoperto che, pur percependo in maniera molto minore la sensazione che cercavo vista l’altezza dell’intersuola, la scarpa era fantastica. Morbida ed elastica al punto giusto! Con questi due modelli io ho corso tutti i lunghi lenti in preparazione maratona (2 volte 30 km, 1 volta 35km e infine 37 km) più tutte le corse lente durante la settimana che non erano mai inferiori ai 12 km ma, anche, i lavori di variazioni o fartlek.

La seconda scarpa che consiglio di avere, è una scarpa per le corse medie che, personalmente, ho preferito sempre senza piastra in fibra di carbonio. Anche su queste categorie di scarpe (le cosiddette A2 anche se questa categorizzazione risulta ormai obsoleta) dobbiamo fare i conti con le intersuole alte e, su alcune, con piaste in NYLON che simulano l’effetto della piastra in carbonio. Per me ho cercato una scarpa sempre “bassa” e ho trovato fantastica la TAKUMI SEN 9 di ADIDAS. Scarpa secca che ti regala sensazioni bellissime se vuoi sentire effettivamente la spinta del piede a terra soprattutto se si utilizza anche in pista dove, la morbidezza del TARTAN si esalta e ti restituisce elasticità, quando la scarpa è più dinamica.

La terza ,è la scarpa da gara, che io ho utilizzato per lavori di ripetute lunghe con recuperi attivi che portavano ad un chilometraggio dai 20 ai 25/28 KM e la cui media totale (lavoro + recupero) avrebbe dovuto avvicinarsi al ritmo maratona. Ovviamente, per questi tipi di allenamenti ho utilizzato la scarpa in carbonio e ne spiego le ragioni. E’ evidente come la scarpa con piastra aiuti molto nel ritmo di corsa ma, quello che mi preme sottolineare è che ciò non dipende solo dalla piastra ma più ancora dalle mescole delle intersuole tra le quali la piastra è racchiusa. Queste mescole sono talmente morbide ed elastiche che quando finisci di correre percepisci in maniera minore la stanchezza e ti senti di recuperare meglio. Ovviamente, essendo scarpe molto leggere e poco strutturate devono essere utilizzate in qualche allenamento perché portano ad assumere una diversa “meccanica” di corsa. Bisogna quindi abituarcisi per poterne sfruttare al meglio i benefici ed evitare che gli stessi vadano a nostro svantaggio. Io ho utilizzato la META SPEED SKY + di ASICS, scarpa tra le migliori con piastra in circolazione, garantisce e favorisce un’ottima spinta in avampiede e, ogni volta che la indosso, ho la sensazione di aumentare anche l’ampiezza dei miei passi. Chiunque mi vedeva correre con questa scarpa mi diceva “cavolo con questa scarpa cambi il modo di correre”!!!! Il mio consiglio personale è, quindi, di non farne un uso esagerato ma “giusto” anche solo per sentire quelle belle sensazioni che la scarpa dà solo il giorno della gara!!!! Senza dimenticarci, poi, che essendo scarpe poco strutturate e con tomaie molto minimali la stabilità viene decisamente meno e un uso eccessivo e non proprio potrebbe portare qualche piccolo doloretto oltre che, qualche problema al portafogli !!!

 

Michela

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