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Nicolò Bedini…un talento di adozione Umbra

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Nicolò Bedini classe 2002 è un giovane ragazzo che nasce in Italia, e precisamente, a Treviso da genitori albanesi da tempo trasferiti in Veneto. Rappresenta una vera promessa dell’atletica italiana e umbra, dopo i numerosi risultati ottenuti in questi ultimi anni e visto il sostegno da noi fornito abbiamo deciso di fargli qualche domanda per capire come è arrivato fino qua. Raccontiamo la sua storia e apriamo la sua agenda.

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Ciao Niccolò, quando è cominciato il tuo rapporto con l’atletica?

Il mio rapporto con l’atletica è iniziato all’età di 11 anni, a scuola come la maggior parte dei ragazzi, quando una professoressa di educazione fisica notò una dote in me nella corsa e mi spinse, dopo le prime campestri ad approcciarmi all’atletica.

 

Cosa ti ha portato a trasferirti a Perugia, e cosa è cambiato dopo il tuo trasferimento?

Mi sono trasferito a Perugia dopo 2 anni molto difficili dal punto di vista atletico; avevo bisogno di un grosso stimolo per andare avanti, visto che venivo da un periodo in cui mi infortunavo frequentemente e quindi sentivo la necessità di ritrovare un pò me stesso. Quando i miei compagni NICCOLO’ GALIMI e FEDERICO FRAGIACOMO mi hanno proposto di venire a Perugia ho accettato senza pensarci due volte. Qui ho incontrato il mio attuale tecnico, Francesco Fracassini, grazie al quale ho fatto un cambiamento radicale seguendo allenamenti con criterio e costanza, programmando obiettivi futuri insieme ad uno stile di vita molto più equilibrato rispetto a quello di un tempo.

Quale pensi sia stata la chiave per questo salto di qualità nell’ultimo anno?

La chiave per il salto di qualità è stata sicuramente la costanza negli allenamenti; purtroppo il mezzofondo prolungato non ha vie di fuga. Ho fatto tanti km nel modo corretto, anche quando non ne avevo voglia; con vento pioggia o raffreddore. Certo, l’incremento dei km deve essere graduale, ancora non sono arrivato a grossisimi volumi (il mio inverno si aggira a circa 110 km settimanali) ma posso ritenermi più che soddisfatto, perchè significa che ancora c’è moltissimo da migliorare e anche da lavorare!!

Quali sono, se ci sono, i tuoi punti deboli e i tuoi punti di forza ?

Il mio più grande punto di forza è la testa. Non perdo mai di visto l’obiettivo e vado in gara sempre con la giusta mentalità sapendo che devo dare il massimo; costi quel che costi! Poi, ovviamente, ho anche delle “qualità atletiche” come un’alta sopportazione e gestione della fatica, un buon sistema aerobico per il mezzofondo prolungato e anche una buona base di velocità che mi permette alla fine ogni gara di fare buone volate! Punti deboli quasi non ne ho..forse uno, che chiamerei in maniera più appropriata difetto: quando una gara non va come dovrebbe mi faccio influenzare negativamente da quel risultato e perdo troppo tempo a ritrovarmi, a volte ci metto anche dei giorni. Sto lavorando, anche su questo perchè purtroppo nello sport come nella vita esistono giornate NO e dobbiamo imparare e conviverci e a regire, traendo anche da quelle degli insegnamenti.

L’allenamento, o gli allenamenti, che ti  hanno portato al 29’14”?

Sicuramente la doppia seduta fatta circa 10 giorni prima del 10000 in pista dove, ho effettuato la mattina 7 km di medio (3’11” al km) e il pomeriggio 6 volte i 1000 mt partendo in maniera tranquilla, intorno ai 2’52”, e chiudendo gli ultimi sotto 2’45”. E, sinceramente, mi ha dato molta solidità e sicurezza correre una mezza maratona, circa 6 giorni prima del 10000, a 3’10” al km con ottime sensazioni.

Da ultimo, ma non meno importante, quante e quali scarpe utilizzi per le varie sessioni di allenamento e quali sono le diverse sensazioni che hai indossandole?

Le scarpe sono un pò la mia fissazione e quindi ne uso tante, come penso faccia qualsiasi atleta di atletica leggera. Mi piace differenziare le scarpe in base alle sessioni di allenamento; previlegiando per la corsa lenta scarpe non troppo reattive ma nemmeno troppo morbide, quella giusta via di mezzo che mi permette di correre molto piano, quando ne ho bisogno, ma magari anche di fare buone progressioni finali. Preciso che tendo a cambiarle circa ogni due mesi in base al chilometraggio effettuato; quelle che ho usato ultimamente sono Triumph 21 di Saucony, 1080 di New Balance e Glycerin 21 di Brooks. Per lavori di ripetute su strada, ma anche in pista, preferisco le cosiddette “leggere” senza carbonio (Rebel V4 di New Balance o Hyperion di Brooks), mentre, per le gare su strada uso la scarpa con piastra in fibra di carbonio (che cerco di utilizzare solo in gara in modo da massimizzare la sensazione che posso avere nelle competizioni) e tra queste preferisco una suola abbastanza solida (Hyperion Elite di Brooks, Metaspeed Sky + di Asiscs, Rc Elite di New Balance). Infine per le gare su pista utilizzo, ovviamente, le scarpe chiodate prevalentemente solo nella stagione estiva e le migliori che abbia provato sono le LD di New Balance, le Hyperion Elite LD di Brooks e le Dragonfly di Nike.

A questo punto non ci resta che farti un grosso in bocca al lupo per i tuoi impegni futuri rimanendo sempre al tuo fianco!

 

 

 

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